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Quali sono i nostri standard per l’acciaio inossidabile?

Per realizzare i nostri prodotti in acciaio utilizziamo acciaio inossidabile AISI 304 (tipo 18/10), una lega composta da 18% cromo, 10% nichel e da una percentuale di carbonio non superiore allo 0,03%. L’acciaio si definisce inossidabile per la sua resistenza alla corrosione, consentita dalla formazione sulla sua superficie, a livello molecolare, di una sottile pellicola di ossido di cromo che si viene a creare grazie alla combinazione del cromo contenuto nell'acciaio con l'ossigeno dell'aria. Il nichel, oltre a migliorare la resistenza alla corrosione, aumenta considerevolmente la duttilità, ossia la proprietà di lasciarsi deformare permanentemente senza rompersi.
La resistenza alla corrosione dell’acciaio inossidabile, tuttavia, può essere ridotta da una qualsiasi causa esterna che impedisca la formazione della pellicola di ossido di cromo, in particolare dalla permanenza sulla sua superficie di materiali estranei quali residui di cibo, sali ecc. Non è, quindi, corretto pensare che l’acciaio inossidabile sia indistruttibile e che non si corroda; la sua resistenza e durata sono determinate sia da una corretta scelta e lavorazione da parte del produttore, sia da un corretto uso e manutenzione da parte del consumatore.
Esistono, infatti, materiali e prodotti che, a contatto con l’acciaio inossidabile, producono una alterazione della superficie. Tuttavia, seguendo opportune istruzioni d’uso e manutenzione, è possibile ovviare al manifestarsi di un qualsiasi inconveniente.

Quali sono i vostri consigli per un corretto utilizzo della pentola a pressione?

Usare una pentola a pressione è più semplice di quanto si creda. Bisogna solo attenersi ad alcune semplici regole di base, che rimangono le stesse per tutte le ricette:
- Mantenete la pentola a pressione in buone condizioni pulendola dopo ogni uso.
- Accertatevi di non cuocere mai gli ingredienti senza acqua all’interno (altrimenti non si genera vapore). Lagostina consiglia l’impiego di almeno 250 ml di acqua o liquido e vi regala, a seconda del modello, un pratico misurino graduato: l’ecodose Lagostina. Attenzione però a non riempire la pentola oltre i 2/3 della sua capacità (corrispondenti alla tacca di livello), o alla metà della sua capacità quando si cucinano alimenti come riso, legumi secchi ecc. che aumentano di volume o formano schiuma durante la cottura.
- Chiudete sempre bene il coperchio della pentola e accertatevi che la valvola di esercizio non sia in posizione di scarico. In caso contrario, la pentola non potrà andare in pressione.
- Per poter entrare in pressione nel minor tempo possibile, la pentola a pressione deve essere collocata su una fonte di calore regolata al massimo della sua potenza (risparmio di energia). Abbassate la fiamma di 2/3 quando la valvola inizia a sibilare, da questo momento potete iniziare a calcolare il tempo di cottura.
La corretta riduzione/regolazione della fiamma o potenza della fonte di calore è volta a ottenere uno scarico più “leggero” del vapore dalla valvola di esercizio e aumentare il risparmio di energia per il tempo di cottura.
- Una volta trascorso il tempo di cottura, spegnete la fiamma e lasciate fuoriuscire completamente il vapore mettendo la valvola di esercizio nella posizione di scarico. Solo a questo punto il dispositivo di blocco Leverblock consentirà l’apertura della pentola a pressione. Il Leverblock® è un sistema di sicurezza brevettato Lagostina: si tratta di un piccolo pistone rosso che permette di aprire la pentola a pressione in tutta sicurezza solo quando tutto il vapore è stato scaricato, quando si abbassa potete procedere con l’apertura!
- Per saperne di più, date un’occhiata alla sezione Video tutorial di Simone Rugiati!

Che pressione e che temperatura può raggiungere la pentola a pressione?

A. Valvola di esercizio
La pentola a pressione tradizionale può funzionare con una valvola di esercizio a una o due pressioni.
a. Le valvole di esercizio a una pressione (a peso o Control):
funzionano a una pressione compresa tra 0,50 bar (50 kPa) e 0,60 bar (60 kPa), corrispondenti rispettivamente alle temperature di 111 e 113 °C.
b. Le valvole di esercizio a due pressioni:
- Per le linee di pentole a pressione “Vitamin” (es. Domina Vitamin, Novia Vitamin):
• pressione 1 funziona a una pressione di 0,40 bar (40 kPa), corrispondente alla temperatura di 109 °C
• pressione 2 funziona a una pressione di 0,70 bar (70 kPa), corrispondente alla temperatura di 115 °C.
- Per la pentola a pressione Acticook:
• pressione 1 funziona a una pressione di 0,40 bar (40 kPa), corrispondente alla temperatura di 109 °C
• pressione 2 funziona a una pressione di 0,80 bar (85 kPa), corrispondente alla temperatura di 118 °C.
- Per la pentola a pressione Clispò + Precision:
• pressione 1 funziona a una pressione di 0,55 bar (55 kPa), corrispondente alla temperatura di 112 °C
• pressione 2 funziona a una pressione di 0,80 bar (80 kPa), corrispondente alla temperatura di 117 °C
B. Valvola di sicurezza
La valvola di sicurezza (a riarmo) di una pentola a pressione tradizionale entra in funzione quando la pressione supera gli 1,65 bar (165 kPa).
La valvola di sicurezza (integrata nel modulo di controllo) di una pentola a pressione di nuova generazione entra in funzione quando la pressione supera gli 1,20 o 1,30 bar (120 o 130 kPa).
C. Dispositivo Leverblock
Il dispositivo di blocco Leverblock sale in posizione di esercizio (e pertanto impedisce l’apertura della pentola) a una pressione inferiore a 0,04 bar (4 kPa).

Dopo quanto tempo è sicuro aprire la pentola a pressione dopo la cottura?

La pentola a pressione si può aprire solo quando il vapore al suo interno è uscito completamente e quindi il dispositivo di blocco Leverblock si è abbassato, tornando alla sua posizione originale. Non cercate di forzare l’apertura se il Leverblock è ancora alzato!

Quali sono i nostri standard per l’antiaderente?

I rivestimenti interni delle antiaderenti Lagostina sono realizzati con molteplici strati di PTFE (politetrafluoroetilene), una straordinaria materia plastica che determina la componente “scivolosa” dell’antiaderente. Il PTFE è costituito di molecole di tetrafluoroetilene, che contengono esclusivamente carbonio e fluoro. Il rivestimento antiaderente non viene attaccato da acidi o basi alcaline ed è molto stabile quando viene riscaldato. Le autorità sanitarie di Stati Uniti, Canada, Francia, Italia, Europa e altri Paesi hanno approvato l’utilizzo del rivestimento antiaderente PTFE nel settore casalinghi. Si tratta di una sostanza inerte che non ha reazioni chimiche con cibo, acqua o detersivi. Se ingerito, è totalmente innocuo per il corpo; le particelle non sono tossiche e vengono espulse da sole, come normali fibre. Il rivestimento antiaderente è talmente sicuro da essere utilizzato anche in medicina per rivestire i pace maker e i le protesi per la sostituzione delle arterie, ed è stato anche iniettato in pazienti con serie patologie renali. Per tutti i rivestimenti antiaderenti Lagostina si garantisce l’assenza di PFOA, cadmio e piombo. La garanzia sui rivestimenti Lagostina copre i difetti di fabbricazione, evidenziati, nello specifico del rivestimento, da bolle o sfogliature e sollevamenti più o meno localizzati. Non copre invece i difetti provocati dall’utilizzo improprio o professionale, o dall’usura. 
Per preservare le qualità antiaderenti dell’utensile:
- evitate di riscaldarlo eccessivamente a vuoto;
- non surriscaldate mai i grassi e gli oli di cottura;
- graffi leggeri e abrasioni che possono comparire con l’uso non alterano le prestazioni antiaderenti del rivestimento;
- per preservare ed evitare di graffiare il rivestimento, consigliamo di utilizzare utensili in nylon, silicone o legno.
Qualora doveste bruciare un alimento all’interno dell’utensile, riempitelo d’acqua e dopo qualche ora procedete alla sua pulizia. Per recuperare le proprietà antiaderenti dell’utensile, frizionate il rivestimento con un batuffolo di cotone imbevuto d’olio.

Dalla valvola di esercizio della mia pentola a pressione esce vapore e/o cibo, devo preoccuparmi?

Significa che probabilmente la pentola è troppo piena, oppure che il calore è troppo alto, oppure stai cucinando riso o legumi secchi che aumentano di volume o formano schiuma durante la cottura! Per evitare questo genere di problemi, attenetevi sempre alle istruzioni d’uso. Durante la fase iniziale di riscaldamento, invece, una fuoriuscita della condensa accumulata nella fase transitoria che porta all’ebollizione è assolutamente naturale.

Esiste il rischio che una PAP esploda?

Lagostina da sempre si dedica allo studio e alla realizzazione di prodotti che garantiscono assoluta sicurezza e semplicità di utilizzo e da oltre 50 anni lavora sul miglioramento delle tecnologie alla base della pentola a pressione. La determinazione nel puntare sempre su alta qualità e innovazione assicura prestazioni eccezionali e una garanzia di 25 anni.
Tutte le pentole a pressione Lagostina superano rigorosi test prima di essere immesse sul mercato, evidenziato dalla marcatura CE e dalle certificazioni secondo la normativa europea EN 12778, secondo cui le pentole a pressione devono essere provviste di più dispositivi di sicurezza:
1. Sistema di controllo della pressione: un dispositivo a peso o a molla che mantiene costante la pressione lasciando evacuare il vapore "di troppo";
2. Sistema di sicurezza all’apertura: il dispositivo di blocco Leverblock che, oltre a segnalare la presenza di pressione, impedisce l’apertura della pentola a pressione quando al suo interno c’è presenza di pressione;
3. Sistemi di sicurezza contro gli eccessi di pressione: se durante l’uso la valvola di esercizio dovesse per un qualsiasi motivo otturarsi, entrerebbe in funzione la valvola di sicurezza.
Lagostina utilizza 2 tipologie di valvole di sicurezza:
- A doppio intervento meccanico, visibile sui coperchi delle pentole a pressione tradizionali
- A molla, inserita all’interno del modulo di comando delle serie di pentole a pressione di nuova generazione come Clipsò + Precision


Si sono formate delle macchie sulla superficie della pentola, cosa faccio?

Durante l’uso può accadere che, per mancanza di sufficiente attenzione o per fenomeni naturali vengano a formarsi sulla superficie della pentola macchie o colorazioni particolari:
1) Macchie biancastre o dorate accompagnate dalla presenza di puntini bianchi o rossastri al loro centro.
Questa tipologia di macchie è ascrivibile al fenomeno chiamato “pitting” che altro non è che una corrosione della superficie causata dal sale indisciolto.
Per ovviare alla sua formazione, ricordatevi sempre di aggiungere sale nell’acqua o nel liquido caldo o in ebollizione.
Sciogliete il sale mescolando il liquido o gli altri ingredienti. Se per mancanza di precauzioni queste piccole macchie dovessero comparire, non ci si deve preoccupare, in quanto non alterano minimamente la qualità e funzionalità della pentola. Tali macchie non sono però in nessun caso riconducibili a difetti di fabbricazione.
2) Macchie bianche.
Può talora accadere, esponendo la pentola a calore intenso, di osservare sul fondo la formazione di piccole macchie bianche di calcare, a causa di un fenomeno naturale dovuto al grado di durezza dell’acqua.
Anche in questo caso, la qualità e la funzionalità della pentola non vengono minimamente alterate. Non si tratta di un difetto di produzione.
3) Aloni diffusi di colore bluastro-violacei
Questa caratteristica colorazione che la superficie della pentola può talora assumere è dovuta ad alcuni prodotti utilizzati per la cucinatura o all’amido contenuto in alcuni cibi, come la pasta o il riso.
Possono essere facilmente rimossi strofinando l’interno dell’utensile con un panno morbido imbevuto di succo di limone o di aceto o con un prodotto specifico per la pulizia dell’acciaio inossidabile.
4) Colorazione “bronzea” della superficie interna ed esterna
Le superfici possono assumere una colorazione uniforme di questo tipo quando inavvertitamente viene lasciato il recipiente vuoto sul fornello acceso.
E’ buona norma, in caso di utilizzo su fornelli a gas, evitare di far debordare la fiamma sui lati dell’utensile. Si economizzerà energia e si eviterà il surriscaldamento della casseruola.
Oltre alle precauzioni sopra esposte è buona norma seguire altre indicazioni:
a) Lavate subito gli utensili dopo l’uso con acqua calda e un prodotto detergente, evitando l’uso di prodotti abrasivi, pagliette metalliche o sintetiche;
b) Non lasciare i cibi, nei quali sono presenti sali e acidi in forma naturale, a lungo nelle stoviglie;
c) Sia nel lavaggio a mano che in lavastoviglie non usate mai candeggina o prodotti clorati (sono molto aggressivi per l’acciaio, soprattutto a caldo);
d) Non tenere chiusa la lavastoviglie a fine lavaggio.

 

È facile da pulire la pentola a pressione?

Al fine di mantenerla in perfette condizioni di funzionamento, la pentola a pressione deve essere accuratamente tenuta pulita in tutte le sue parti. Evitate di utilizzare prodotti abrasivi, candeggina o prodotti clorati.
Lavate la pentola dopo ogni utilizzo: un contatto prolungato con alimenti salati o acidi potrebbe intaccare il metallo e dare luogo alla formazione di macchie o aloni all’interno della pentola.
Questi possono essere rimossi utilizzando succo di limone o aceto diluito o con un normale detersivo per l’acciaio inossidabile, come Polvere di Stelle Lagostina.
Queste macchie, non riconducibili a difetti di fabbricazione, non alterano minimamente la qualità e la funzionalità dell’utensile.
La valvola di esercizio della pentola a pressione richiede una maggior cura nel lavaggio. Dopo ogni utilizzo estraete la parte mobile della valvola di esercizio e controllate che tutti i fori, compresi quelli della parte fissa, siano liberi da incrostazioni e non siano ostruiti.
Lavate sia la parte fissa che la parte mobile sotto un forte getto d’acqua verificando l'assenza di otturazioni.
Dopo il lavaggio rimontate la valvola sul coperchio e assicuratevi che sia posizionata correttamente.
Per il lavaggio del corpo della pentola, utilizzate i normali detersivi per stoviglie in commercio. Non utilizzate prodotti abrasivi, candeggina o prodotti clorati.
Non lavate mai il coperchio in lavastoviglie.


Si può cuocere di tutto nella pentola a pressione?

Con una pentola a pressione si può cucinare praticamente di tutto: dalle minestre alla carne, al pesce, alle verdure, e anche preparare deliziosi dolci.
La carne si cuoce rimanendo morbidissima, le verdure e la frutta conservano buona parte delle vitamine e dei sali minerali che perderebbero con una normale cottura in padella o, peggio ancora, se immersi in acqua bollente per diversi minuti. I grassi non subiscono processi di modifica e risultano quindi più sani.
Il pesce e tutto ciò che è delicato possono essere cotti velocemente, sollevati rispetto all’acqua grazie al cestello che è possibile inserire nella pentola, per risultare non solo cotti a puntino, ma anche con una consistenza meravigliosa e un sapore unico che renderà meno necessario l’impiego di sale o altri condimenti.
Per informazioni più dettagliate, consultate la sezione Ricette del sito o scaricate la app A tutto vapore.